Io volevo scrivere...

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Ciao a tutti: mi chiamo Vittorio Frau, sono nato a Cagliari nel 1964 dove vivo tuttora con Stefania, mia moglie, Riccardo e Davide, due ragazzi che hanno l'importante compito di tramandare i miei geni alle generazioni future.
Amo definirmi “un ventenne di vent’anni fa”, sono un Vigile del Fuoco e dal 1990 svolgo la mia professione sulle strade della mia terra.
Nonostante avessi dimostrato fin da piccolo una certa attitudine alla scrittura e alle materie umanistiche, sono stato indirizzato all’effettuazione di studi di tutt’altro tipo, giungendo, dopo una dura battaglia contro me stesso, al diploma di Perito Elettrotecnico, anche se credo di essere l’unico ad aver conseguito tale diploma più grazie a Leopardi che a Watt.
Questo perché la facilità con la quale affrontavo queste materie, ha sopperito alle mie carenze nelle materie tecniche, alle quali non ero e non sono assolutamente interessato.
Il mio “approdare” agli scritti di carattere umoristico è avvenuto negli anni ’80, quando ho iniziato una collaborazione con un settimanale locale dapprima come articolista, poi con l’affidamento di una rubrica umoristica nella quale simulavo domande e risposte a un ipotetico direttore, che mi ha dato discrete soddisfazioni.
Negli anni ’90 ho inventato un periodico, intitolato Pompe & Pompieri che ha avuto, nell’ambito del Comando in cui lavoro, un grande apprezzamento.
Con l’avvento di Internet e il proliferare di siti in cui era possibile pubblicare i propri lavori, ho cominciato a inviare in rete dei brevi racconti. Immediatamente ho ricevuto tantissime E-Mail da parte di persone che si sono divertite a leggerli, il che mi ha spinto a continuare a scrivere.



Il mio incontro con l'associazione Akkuaria


Fin da adolescente ho avuto la misteriosa capacità di scrivere storielle divertenti, tanto che tutti i miei compagni di scuola volevano gli scrivessi qualche “fesseria” nel diario, cosa che mi riusciva senza sforzo.
Intorno ai vent’anni, epoca remota nella quale i computer, ancora grandi come container, non erano d’uso comune, scrissi a mano una specie di resoconto surreale del primo campeggio della mia vita e lo conservai in un cassetto. Questa strana capacità, assolutamente slegata dal mio ciclo di studi (sono un Perito Elettrotecnico), colpì, alla fine degli anni ’80, un conoscente che all’epoca collaborava con un settimanale satirico-sportivo cagliaritano ormai scomparso: il “ Trovotutto sport”. In breve tempo mi fu affidata una rubrica nella quale simulavo ipotetiche domande e risposte ad un sedicente “direttore”, rubrica che mi ha dato discrete soddisfazioni.
Nei primi anni ’90 ho conquistato il tanto bramato “posto fisso” che, tanto per cambiare, era assolutamente slegato da qualunque attività inerente alla scrittura o alla satira in genere: sono entrato a far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, insomma in parole povere faccio il pompiere.
Nel 1993 portarono in un ufficio sindacale della caserma uno strano schermo che sembrava un televisore, ma non aveva l’antenna e nemmeno uno spinotto in cui inserire un cavo. Il curioso oggetto aveva un filo grigio sottilissimo collegato a una scatola con tanti tasti: si trattava di un preistorico personal computer, con processore da 8 Mb e dotato di un programma denominato “Framework” che permetteva di scrivere e stampare su un foglio!
In men che non si dica, agevolato dalla tecnologia, mi impadronii dell’attrezzo, creando un periodico di satira che chiamai “Pompe & Pompieri”, che ebbe, all’interno della mia caserma, un successo strepitoso la cui eco non si è ancora spenta nemmeno dopo 15 anni.
A cavallo fra i due millenni cominciai a vagare per la rete, imbattendomi in siti nei quali era possibile inserire i propri racconti, quindi “digitalizzai” il mio antico manoscritto “Le vacanze degli innocenti” e lo inviai a una decina di siti dedicati. Diverse email di persone che si erano immedesimate nel tragicomico racconto mi convinsero a scrivere un seguito: “La passione di Re Giovedì” .
Nel luglio del 2007 mi giunse una e-mail di Vera Ambra presidentessa dell'associazione culturale "Akkuaria" con la dicitura troppo bella per sembrarmi vera: “ho trovato interessante il tuo modo di scrivere e vorrei proporti un contratto editoriale!”
Devo ammettere che non risposi alla prima richiesta in quanto già diverse volte avevo ricevuto comunicazioni simili, ma seguite dalla frettolosa richiesta di cifre esorbitanti come “contributo alla pubblicazione”.
La seconda e-mail di Vera specificava che non avrei dovuto versare alcun contributo, ma soprattutto faceva dei riferimenti ad alcuni brani dei miei scritti! Fu come essere folgorati, li aveva letti davvero! Feci una rapida ricerca su internet e mi resi conto che si trattava di una persona seria e una scrittrice di grandi qualità, che ho successivamente avuto la fortuna di conoscere durante un convegno dell’associazione a Milano. Scrissi tra agosto e settembre “La rimpatriata” che costituiva il prosieguo e la conclusione degli altri due e, ad ottobre 2007, è stato pubblicato dalla “Edizioni Akkuaria”.
Un anno dopo pubblicai "Guasto" il mio secondo romanzo, una specie di "prequel" del primo, nel quale si approfondisce la bizzarra storia del personaggio che più è stato apprezzato da coloro che hanno letto "La rimpatriata". Ma la parte più strana della mia "carriera" di scrittore doveva ancora venire...

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