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Facebook generation








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PRESENTAZIONE




Tra il 2009 e il 2010 una strana minaccia ha invaso i nostri PC, sotto l'innocua veste di una "rete sociale" dai colori semplici. Le sue pagine erano (forse non a caso) bianche come i gigli e azzurre come il Viagra, quasi a rappresentare la contraddizione tra il sacro e il profano uniti in qualcosa che, in pochi mesi, avrebbe rivoluzionato le nostre vite costringendoci ad azioni e comportamenti deliranti che mai avremmo potuto nemmeno immaginare di compiere. La minaccia aveva un nome: Facebook, un fenomeno su scala planetaria, dai numeri impressionanti. Sono dati in continua evoluzione, tuttavia possono servire a rendere l'idea di ciò che sta accadendo: in questo momento (Ottobre 2011), Facebook conta più di 800 milioni di utenti. Ogni giorno vengono caricate nelle sue pagine circa 300 milioni di foto e pubblicati più di due miliardi di post. I vari "mi piace" o i commenti ai messaggi inseriti, raggiungono un numero a nove zeri praticamente incalcolabile.
Uso con regolarità Facebook dalla metà del 2009, dopo aver resistito per qualche mese alla tentazione d'iscrivermi e mi è stato subito chiaro cosa avevo di fronte: una specie di palcoscenico su cui ciascuno diventa quello che ha sempre sognato di essere. Sul social network più amato del mondo sono rare le persone con qualche difetto, la perfezione fisica e mentale è quasi sempre raggiunta e spesso superata dalle deliranti "info" che gli utenti inseriscono all'atto dell'iscrizione, calandosi a tal punto nella parte da convincersi di essere davvero come si descrivono! Qualcuno ha paragonato Facebook a Second Life, il celebre mondo virtuale creato qualche anno fa dalla Linden Lab, ma non è così: la piattaforma virtuale ideata dal fisico Philip Rosedale è una realtà parallela, un mondo a sé nel quale si vive una vera e propria "seconda vita". Su Facebook la cosa è più complessa, perché la vita virtuale e quella reale sconfinano di continuo l'una nel campo dell'altra, creando un assurdo miscuglio esistenziale che nemmeno la mente più fertile avrebbe mai potuto immaginare. In tantissimi casi la vita reale di un individuo viene attaccata e divorata dalla strana esistenza che conduciamo su Facebook, lasciando il malcapitato tra le macerie della sua vita con in mano soltanto un qualcosa di virtuale, cioè nulla.
Facebook generation non è solo un libro sul social network blu, ma una vera e propria ricerca che mette alla luce gli aspetti più strani di quello che io definisco "oppio del 2010", una vera e propria droga virtuale che genera grotteschi problemi di dipendenza. Leggerete cose che appariranno impossibili, come il caso di una signora siciliana che ha presentato una querela (reale) perché un pirata informatico gli ha svaligiato la casa (virtuale) nel suo Pet society, gioco della piattaforma Facebook; o di un ladro che viene arrestato perché non resiste alla tentazione di dare una controllatina al suo profilo Facebook mentre sta svaligiando un
appartamento, usando il pc del derubato.
Ogni brano, ogni riga, ogni parola presente su queste pagine è pura verità, come chiunque potrà costatare facendo delle semplici ricerche mirate sulla stessa rete.
Una parte consistente dell'opera riguarda i comportamenti di strane categorie di personaggi che le pagine blu hanno fatto venire allo scoperto, come il playboy telematico o i "bimbiminkia" di Facebook.
Molti, tra i termini usati, non fanno parte dei normali dizionari: alcuni sono vocaboli tipici del nostro social network, altri di comune uso nel mondo della rete. Nelle ultime pagine ho inserito, con l'aiuto di Wikipedia (l'impareggiabile enciclopedia libera online), un piccolo glossario, nel caso in cui qualcuno non avvezzo all'uso di un simile gergo si trovasse a sfogliare queste pagine.
Buona lettura.

Alcuni brani tratti dal libro


IL CUCCATORE TELEMATICO SERIALE

"Il lavoro è a buon punto; nei giorni successivi a quelli in cui ha magnificato le proprie mirabolanti doti fisiche e intellettuali, il cuccatore deve ridurre al minimo la propria presenza su Facebook, per poi riapparire all'improvviso, scrivendo nel proprio "stato" un aforisma prelevato dall'apposito sito aforismario.it, del tipo: "Meglio lasciarsi annegare nel mare nero della malinconia che annaspare tra le onde di una falsa felicità". Frase subito seguita dal link che permette di ascoltare Malinconoia di Marco Masini. A questo punto è molto probabile che la vittima lo contatti nella chat privata e domandi il perché di tanta amarezza. Il cuccatore dovrà mostrarsi triste e distaccato, fingere resistenza alle richieste riguardanti il motivo del suo cattivo umore per poi esplodere, dichiarando che solo con lei si sente a suo agio, che pur non conoscendola il potersi confidare lo fa stare bene e mille altre fregnacce adatte al momento."



Il tipico cuccatore da Social Network





UN INGLORIOSO EPILOGO


...in breve il novello playboy telematico, si troverà senza casa, senza figli e senza soldi, scoprendo con sgomento che in un uomo la parte emotiva può separarsi dalla propria moglie, ma quella economica non lo farà mai.
Dopo poco tempo la condizione dell'individuo in questione compirà l'inevitabile giro di 360 gradi e il suo "stato" su Facebook muterà con rapidità.
Passerà da "single" a "impegnato", poi apparirà un trionfante "fidanzato ufficialmente", fino a quando, un bel giorno, si leggerà "relazione complicata" e, infine, di nuovo "single". In ultimo sparirà per sempre dal social network insieme ai suoi link idioti e le sue grottesche foto sorridenti, perché non potrà permettersi nemmeno il costo di una connessione internet. In poco tempo costui, mite individuo sposato da decenni, si scoprirà senza famiglia, senza casa e senza tre quarti di busta paga; e, beffa delle beffe, senza nemmeno Facebook! Pare si comincino a intravedere personaggi simili in giro per la città che, barcollando, mostrano le proprie foto ai passanti domandando: "Ti piace?".








LE BIMBEMINKIA DI FACEBOOK


Secondo l'enciclopedia alternativa wikia.com, la "bimbaminkia" ha in genere un'età compresa fra i nove e i diciassette anni, anche se non mancano eccezioni. La si riconosce principalmente per il modo di scrivere in chat: ha uno sprezzo totale della lingua italiana. Di solito si esprime usando strani simboli, nella convinzione di vivere dentro un SMS. Scrive con delle abbreviazioni in grado di far crollare la sede dell'Accademia della Crusca. Le foto del profilo sono tutte simili tra loro: in genere hanno le labbra protese nella minaccia di un bacio e mezzo braccio fuori dall'inquadratura, giacché le foto sono rigorosamente scattate di persona con l'inseparabile cellulare. A volte hanno degli enormi occhiali scuri calati in maniera maliziosa sul naso, al di sopra dei quali esibiscono uno sguardo assassino dal basso verso l'alto, accompagnando il tutto con la falange dell'indice che sprofonda tra le labbra semichiuse.
Il novanta per cento delle foto utilizzate nel profilo delle bimbeminkia sono scattate in bagno, ambiente riconoscibile dalle pareti piastrellate o, addirittura, da porzioni di tazza del cesso che spuntano nell'inquadratura.



Classica posa della bimbaminkia, con
braccio teso e tazza del cesso alle spalle



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