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Cell generation


PRESENTAZIONE

"Cell generation" è il mio ultimo lavoro. Sono sempre stato affascinato dalle mutazioni sociali causate nelle nostre vite dalla prepotente invasione dei telefonini; osservando l'assurdo comportamento delle persone in nome dell'infame accessorio, ho cominciato a pormi una domanda: cosa accadrebbe al genere umano se da un momento all’altro sparissero tutti i telefonini? Saremmo in grado di sopravvivere o finiremmo divorati dall’inedia? Come potevamo noi studiare, lavorare, socializzare e comunicare prima che inventassero i cellulari?
Ai nostri giorni il genere umano è nettamente diviso in due distinte categorie: i
pre-telefonino, cioè coloro che, come il sottoscritto, sono nati e cresciuti prima dell’avvento del telefono cellulare, e i post-telefonino, i ragazzi venuti al mondo dopo il 1990 che hanno visto la propria nascita annunciata direttamente tramite il cellulare, tenuto saldamente nella mano della propria mamma, dolorante spossata, magari ancora tormentata dall’ago e il filo dell’ostetrica, ma con l’inseparabile attrezzo stretto fra le dita tremolanti. In questo "viaggio" che ho voluto intraprendere tra ridicole suonerie e atteggiamenti al limite del ricovero coatto, sono arrivato a una conclusione:
Non siamo noi a piegare il telefono cellulare al nostro volere, ma è esattamente il contrario: è “lui” a essersi impadronito delle nostre vite e a dettare i ritmi della nostra giornata, trasformandoci in inconsapevoli attori comici nel palcoscenico della quotidianità.

Un ringraziamento particolare a Beatrice Gradassa per la copertina e le illustrazioni del libro.


Alcuni brani tratti dal libro





L'UNGHIETTA


Chi non ricorda l'oscena e antigienica "unghietta" del mignolo? E' perfetta per aprire in un attimo i telefonini a sportellino, agendo come una leva che s’insinua facilmente tra le due parti. Si aggiunge quindi un altro terribile effetto collaterale dovuto all’uso del telefono: lo “sdoganamento” della sordida unghia, ritenuta estinta sotto i colpi del vivere civile, ora è di nuovo lì, ufficialmente accessorio del telefono, ma chi può garantire che i possessori di tale appendice, nell’intimità della propria casa, non la usino anche per gli antichi scopi, trivellando allegramente tutto il trivellabile?







IL MISTERO DEL "GONG"

«È incredibile che nel duemila mettano ancora i pali della luce in questo modo!»
La guardai sbigottito e notai che la sua buffa cicatrice era simile a quella di “Harry Potter”, aveva l’identica forma della saetta stampigliata sui pali dell’ENEL.

«Scommetto che anche tu hai avuto lo stesso incidente» domandai alla ragazza.
«Due volte! Questa risale a tre mesi fa e questo a ieri sera!» rispose lei seccata, toccandosi prima la cicatrice sulla fronte poi l’occ
hio tumefatto...






LA RINCORSA AL MODELLO PIU' PICCOLO


Dio solo sa cos' abbia portato Eugenio, il mio meccanico, a comprarsi un microscopico telefono cinese assolutamente inadatto alle sue grosse dita. Il telefono, un Haier tri-band, è largo poco più di 3 centimetri; il polpastrello del suo indice ha un diametro di 2 centimetri e mezzo. Non occorre essere geni per capire che, con un dito simile, non può premere un tasto solo, ma agisce contemporaneamente sull’intera tastiera, quindi, a meno che non abbia qualcuno da chiamare con il numero 123456789#0* , Eugenio ha fatto un acquisto inutile




IL FOREVER YOUNG


Il prototipo del forever young ha superato la quarantina e si rifiuta di prendere atto dell’inesorabile trascorrere degli anni. L’uomo forever young abita con la mamma, ma finge di vivere da solo, se supera i cinquant’anni ha i capelli tinti, se è più giovane li porta rapati a zero, si depila e, spesso, ha le sopracciglia rifatte come Moira Orfei; si atteggia da ragazzino e non riesce a socializzare senza tenere il telefono in mano, anche spento. La ex zitella, ora “single”, è tenuta insieme da abiti rinforzati, ha il viso coperto da stucco per falegnami, venduto a peso d’oro dai negozi specializzati grazie a etichette esotiche, alza volentieri il gomito, ride istericamente anche senza motivo e finge d’essere felice della sua condizione.








... si trattava senza alcun dubbio di un pre-telefonino, come subito confermarono le sue urla selvagge accompagnate dalla seconda mossa tipica della categoria: l'infilarsi un dito nell'orecchio libero per sentire meglio. Questo gesto, ho appurato nelle mie attente osservazioni, è del tutto assente nei post-telefonino, geneticamente modificati dall'uso dell'infame attrezzo in modo da avere le orecchie indipendenti, caratteristica che mi piace chiamare strabismo uditivo.









... la corsa all'acquisto del cellulare ultimo modello, è un rito al quale pochi riescono a sottrarsi; è stata più volte diffusa la notizia che, a causa della famosa crisi detta della "quarta settimana", nel 2007, in Italia, è diminuita del 7% la quantità di pane venduto, ma contemporaneamente è aumentata del 28% la spesa per acquistare nuovi telefonini.









... un uomo sulla cinquantina piangeva inconsolabile appoggiato a una colonna; chiesi a Ileana se sapeva chi fosse e lei, con una smorfia di disappunto, mi rispose che si trattava del proprietario del negozio nel quale Geiar comprava le ricariche telefoniche, disperato per aver perso una delle sue principali fonti di reddito.
La messa subì parecchie interruzioni a causa dei cellulari degli affranti partecipanti che suonavano in continuazione. Quando Pierclaudio, un amico pre-telefonino "doc", rispose a una telefonata tappandosi un orecchio e urlando a squarciagola, l'infuriato sacerdote redarguì severamente tutti i presenti, invitandoli ad avere più rispetto per il defunto.










"Agente, le dispiace far allontanare quell'extracomunitario che disturba il nostro lavoro?" chiesi spazientito a un vigile urbano che si occupava della viabilità a causa dell'ingombro provocato dal nostro grosso automezzo.
"Ma quale extracomunitario d'Egitto!" strillò l'uomo con il turbante in testa, "Io sono la vittima e questa è la fasciatura che mi hanno fatto all'ospedale!".
"Mi scusi tanto" replicai con fare mortificato.
"Non è colpa vostra" continuò lui "ma di quella maledetta infermiera orientale che mi ha fasciato la testa in questo modo!" e, terminata la frase, si tolse l'imbarazzante medicazione, scoprendo un grande cerotto rettangolare che gli copriva la ferita.






... nei venti minuti disponibili per inviare i messaggini, la donna ne mandò ben sessantatré, digitando a una tale velocità che fui costretto a mandare indietro il filmato e rivederlo al rallentatore per non perdere il conto. Non appena la conduttrice dichiarò chiuso il televoto, il suo dito abbandonò la tastiera del cellulare per posizionarsi sul telecomando e trasferirsi su Rai 2 dove proprio in quell'istante si apriva il televoto per scegliere chi eliminare dall'Isola dei famosi.









" I teenagers odierni, cresciuti in simbiosi con il cellulare, non sono assolutamente in grado di concepire un modo di esistere slegato dalla comunicazione portatile; certo, si potrebbe dire che è la legge del progresso, che è normale che un'innovazione tecnologica muti il modo di vivere dei singoli, ma facciamo attenzione: il cellulare non ha modificato il nostro modo di esistere,se n'é impadronito e ci ha imposto i suoi ritmi. "



Richiedi copia del libro a: libri@akkuaria.org








Commenti dei lettori





PIER PAOLO SADERI


Ho finito di leggere le ultime pagine di "cell Generation"mentre mi accingevo a completare un importante funzione sociale ( cuocere il maialetto )tanta era la curiosità!! Solo certi racconti di Giobbe Covatta ho trovato più divertenti dei tuoi... certi brani sono veramente geniali... il racconto del povero geiar , il vecchietto piantato nel camion, il mancato suicida...tanto di cappello....bravo...veramente bravo... complimenti!!!

MARIA MANTEGA


Credo che "Cell generation" abbia tutte le carte in regola per entrare nelle scuole ed essere proposto dagli insegnanti ai ragazzi come lettura divertente e al contempo educativa riguardante l'uso smodato dei telefoni cellulari.
E' secondo me un libro adattissimo da leggere in gruppo. Niente di meglio quindi che portarlo in classe. Un modo divertente per trarre comunque sani spunti di riflessione.
Invitate Vittorio nelle scuole!

SARA ROTA


Attraverso questo libro l'autore Vittorio Frau ci descrive il mondo della telefonia mobile in modo ironico e spiritoso.
Nella prima parte del libro l'autore ci racconta in generale di quanto il telefonino abbia influenzato ed ancora influenzi le persone che lo usano nell'arco dell'intera vita.
Distingue le persone in pre-telefonino, nati e cresciuti prima dell'avvento di questa tecnologia e post telefonino, ragazzi nati dopo il 1990, evidenziandone le differenze basilari.
Nella seconda parte del libro l'autore ci porta a conoscenza delle sue proprie esperienze con il cellulare, affrontate soprattutto sull'ambiente lavorativo.
Leggendo attentamente il libro ci si rende conto di quanto spesso e volentieri sia il telefonino a decidere per noi, facendoci cedere al suo volere, trasformandoci in qualcosa che agli occhi degli altri può apparire ridicolo.
Il libro "Cell Generation" è un libro divertente, molto più reale di quanto si possa immaginare, adatto a qualsiasi fascia d'età, scritto in modo semplice e scorrevole.
Un libro adatto a tutti coloro che vogliono svagarsi dalla realtà, sorridendo tra le righe che piano piano li conducono all'epilogo del romanzo, che in realtà fine non ha, in quanto di storie bizzarre successe col telefonino ne accadono sempre più.

MASSIMO BARONE


Vittorio, grazie per avermi regalato il piacere di leggere il tuo libro, "Cell Generation", dalle cui pagine emerge, con grande "malincon...ironia" (consentimi questo neologismo) un vero e proprio passaggio di consegna fra i pre-telefonini (categoria alla quale, per la mia dimistichezza con i cellulari e la tecnologia in generale, sono fiero di far parte) e i post-telefonini, ai quali, aimè, siamo costretti a lasciare le redini del mondo che sta arrivando; redini che i nostri cavalieri terranno con una mano sola perchè con l'altra.......!!! Grande Vittorio, davvero! e....se qualcuno passggiando sul bagnasciuga della spiaggia di Baratti ha visto un pazzo che rideva da solo, sotto un ombrellone, con un libro in mano...... Un consiglio a chi non l'ha ancora fatto: leggete "Cell Generation" e ridete, ridete, ridete!

LAURA VARGIU



Geniale! Non trovo altro termine per definire un libro di questo genere che esamina quella che può essere considerata una delle grandi rivoluzioni di tutti i tempi: la diffusione capillare - ahinoi! - del telefono cellulare.
Vittorio Frau si rivela un attento osservatore della realtà che ci circonda e non manca di cogliere con sottile ironia "atteggiamenti al limite del ricovero coatto".
Ma, in generale, siamo davvero diventati così ridicoli? E, soprattutto, irrimediabilmente dipendenti da questo "infame attrezzo"? La situazione è tragica, anzi tragicomica...
Come l'autore giunge alla conclusione, "non siamo noi a piegare il telefono cellulare al nostro volere, ma è esattamente il contrario: è 'lui' a essersi impadronito delle nostre vite e a dettare i ritmi della nostra giornata, trasformandoci in inconsapevoli attori comici nel palcoscenico della quotidianità".
Una lettura divertente e che, al tempo stesso, ci invita a riflettere.

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